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Lo incastra la lettera dell’Enel

Cento. I carabinieri di Cento, comandati dal capitano Di Gesù, hanno arrestato l’altro ieri 3 persone ritenute responsabili della rapina avvenuta il 31 agosto ai danni della filiale di Penzale della Cassa di Risparmio di Cento. Quel giorno i banditi fuggirono con un bottino di 800 euro. L’operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Cento, ha dunque inferto un altro duro colpo alla[//] delinquenza locale. Nei giorni successivi la rapina, gli stessi militari giunsero alla individuazione di uno dei 3 della banda, Francesco Fragale, 19 anni, nato a Palermo, il quale ha agevolato il compito degli inquirenti: nella banca aveva difatti dimenticato una lettera dell’Enel che ha consentito ai carabinieri di giungere ben presto alla sua identificazione. Successivamente, e grazie alla visione delle immagini delle telecamere a circuito chiuso della banca, i carabinieri di Cento sono risaliti agli altri due complici. Si tratta di E.A., 18enne di Argelato (Bologna) minorenne all’epoca dei fatti; e di Tomorr Ymeri, albanese di 24 anni, residente a Pieve di Cento, clandestino. Grazie agli indizi raccolti dai carabinieri del Norm, il gip presso il tribunale per i minorenni di Bologna (Anna Maria Filocamo) emetteva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dello stesso E.A.. Il 6 novembre scorso, inoltre, il gip presso il tribunale di Ferrara, Silvia Migliori, esaminata la richiesta del pm Nicola Proto, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Fragale e di Ymeri. Tutti gli arrestati, reclusi nei carceri di Ferrara e Bologna, dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso. I tre, armati di taglierino cutter, si erano introdotti in banca, scavalcando il bancone delle casse e, brandendo il taglierino, avevano minacciato un impiegato e il vicedirettore, facendosi consegnare circa 800 euro e dandosi poi alla fuga. «Uno dei soggetti aveva lasciato cadere una lettera dell’Enel e da quella siamo riusciti ad arrivare alle generalità – ha spiegato ieri il capitano Di Gesù – abbiamo confrontato la foto con le immagini a circuito chiuso ed effettuato il riconoscimento con i testimoni», ha ricordato ancora il capitano, coadiuvato dal tenente Segreto, «si trattava di 3 incensurati di cui un minore all’epoca dei fatti, ed un clandestino, tutti della zona. Grazie alla rete capillare dell’Arma, abbiamo divulgato le immagini a tutti i Comandi italiani». «C’è stato senza dubbio qualche passo avanti nell’adeguamento dei sistemi di sicurezza nelle banche – ha dichiarato il capitano Di Gesù – anche se molto ancora rimane da fare».
La Nuova Ferrara

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