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San Biagio, il restauro Dopo i consolidamenti si passa alla navata

CENTO. «Ce la metteremo tutta per consegnare la Collegiata di San Biagio per le festività natalizie. Ad oggi sono terminati i lavori di consolidamento e restauro delle volte. Sono in corso le modifiche dei ponteggi per eseguire il restauro architettonico della navata principale e del transetto».
A fare il punto sullo stato dei lavori di recupero e restauro della Collegiata di San Biagio, è Alessandro Battaglia, titolare di Ahrcos Restauro e Consolidamento Srl. È all’impresa che l’Arcidiocesi di Bologna ha affidato infatti l’intervento di ripristino per 895mila euro, importo finanziato dal commissario delegato all’emergenza sisma della Regione. Gli interventi di recupero post sisma, iniziati nel luglio del 2016, sono stati oggetto di un’integrazione contrattuale che ha introdotto i lavori di rifacimento impiantistico, sia degli impianti elettrici che di illuminazioni, che quelli tecnici inerenti all’impianto di riscaldamento e centrale termica. «I lavori di consolidamento strutturale – spiega Battaglia -sono stati tutti eseguiti nella prima fase dell’appalto con la procedura regionale. In integrazione contrattuale, sono stati inseriti nella seconda fase, anche interventi di restauro architettonico delle superfici affrescate e delle parti decorative della navata principale e del transetto. Tutte opere in aggiunta rispetto all’appalto originale che prevedeva esclusivamente la riparazione del danno sismico all’edificio di culto. Nessun intervento nella parte absidale perché ad oggi non è stato ritenuto fondamentale. In integrazione, è stato inserito il rifacimento dell’impianto di riscaldamento, che è a pavimento, e la nuova pavimentazione”. Tutti gli interventi, sottolinea Battaglia, sono stati concordati con la Soprintendenza di zona, che ha partecipato attivamente nelle fasi di attuazione dei lavori. In avanzata fase di ricostruzione anche la cella campanaria: «La cella è stata smontata pietra per pietra, ogni pietra numerata, catalogata secondo un piano di destruzione e ricostruzione dettagliato in cui ogni singolo elemento è tornato al suo posto».
Sul campanile poi «un consolidamento strutturale tecnologicamente innovativo, che ha visto l’utilizzo di nastri in fibra di acciaio, ad alto contenuto di carbonio, applicata con matrice inorganica. Un malta a calce traspirante, compatibile con la storicità del bene. Interventi in sintesi, che hanno ottenuto l’ok della Sovraintendenza perché non invasivi e in linea con il principio del restauro conservativo ed architettonico».

La Nuova Ferrara
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