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Chiesa di Bevilacqua In dirittura i lavori del dopo terremoto

BEVILACQUA. A un anno esatto dall’affidamento dei lavori da parte dell’Arcidiocesi di Bologna, è fissata per l’8 ottobre l’inaugurazione della chiesa di San Giacomo di Bevilacqua. Dopo gli eventi sismici del 2012, la chiesa della frazione torna così a nuova vita.  Ad annunciarlo, con tanto di cartello esposto davanti alla canonica, è il parroco don Silvio Tassinari. Dall’8 ottobre quindi, la chiesa dedicata a San Giacomo potrà così tornare ad aprire le porte alla comunità di Bevilacqua, mostrandosi completamente ristrutturata dal punto di vista strutturale e nei restauri.  A fare il punto dei lavori, Alessandro Battaglia di AhRCos Srl di Cento, impresa che si è aggiudicata i lavori di recupero, presentando l’offerta economicamente più vantaggiosa e una soluzione di recupero articolata, corredata da migliorie elaborate, anche dal punto di vista della sicurezza del cantiere, e di tecniche avanzate rispetto al progetto a base di gara. Lavori per un importo di 617mila 128 euro.  Come spiega il titolare di AhRCos, Battaglia, nella chiesa «è stato realizzato un intervento innovativo sulle strutture di copertura. Per proteggere gli affreschi durante le fasi di rifacimento del tetto, è stata posizionata una struttura mobile». Al momento i lavori si concentrano sul restauro decorativo degli interni, sul consolidamento delle volte e la ricostruzione dei cannucciati e delle arelle che caratterizzano le tradizionali strutture voltate di questa chiesa: «Quelle non danneggiate, sono state fissate e ancorate con 800 punti di collegamento con le strutture sovrastanti di legno. In corso poi, il rifacimento delle facciate, con rasatura completa a base calce, e sopra una tinteggiatura in silicato di potassio, prodotti naturali con funzione traspirante e resistente».  Tra le migliorie tecniche, anche l’installazione di un sistema di monitoraggio nel sottotetto: «Lo spazio tra le volte e la copertura in legno è angusto e inaccessibile. Viene spesso dimenticato. Abbiamo introdotto – prosegue Alessandro Battaglia – un sistema di monitoraggio, dotato di video e sensori antincendio, umidità e fumi, che consente dalla canonica di tenere sotto controllo il sottotetto. Oltre all’attenzione per il bene in sé, ci stiamo occupando anche del restauro del prezioso organo custodito nella chiesa».

La Nuova Ferrara
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