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Sotto il campanile trovati terreni a rischio liquefazione

RENAZZO. È imminente l’inizio dell’intervento per il consolidamento del terreno sottostante al campanile, interessato dal fenomeno della fluidificazione. A spiegare i lavori che verranno svolti per il pieno recupero post terremoto della chiesa di San Sebastiano e del manufatto campanario di Renazzo, sono don Ivo Cevenini e l’ingegnere progettista della parrocchia Angelo Bonzagni: «Esteso il cantiere anche all’area che circonda il campanile, verranno svolte quelle iniezioni che erano in progetto, per il consolidamento del sottosuolo, fino aduna profondità di circa 7 metri e per una fascia di 8 metri attorno ad esso, dopo che sono stati riscontrati dalle prove geologiche fenomeni di fluidificazione del terreno». Un intervento, voluto dalla parrocchia che si fa carico interamente del costo complessivo di 65mila 552 euro. Sono previste «iniezioni a bassa pressione per evitare ulteriori cambi di pendenza, e cercare di mantenere l’attuale assetto del campanile, per rendere completi gli interventi di recupero post sisma degli edifici sacri di Renazzo. A seguire, con un accantieramento più ridotto e un ponteggio attorno al monumento, verranno svolti gli interventi sul corpo del campanile». Poi il punto sullo stato di avanzamento dei lavori nella chiesa di San Sebastiano. «Terminati i lavori inerenti la copertura. Si è sostituita buona parte del tavolato, si è posata una guaina sulle zone di gronda e ondulina sull’intera superficie e si sono riposizionati i coppi e i controcoppi, e sostituiti quelli danneggiati. Il timpano è stato rinforzato mediante l’applicazione di una rete in fibra di vetro e carbonio».  Poi l’intervento sui prospetti esterni della chiesa di San Sebastiano, cornici, arco, basamenti, capitelli, volute, in un avanzato stato di degrado: «Svolti interventi mirati di restauro consistenti in un a pulitura preliminare con rimozione dei depositi superficiali, disinfezione e disinfestazione, stuccature delle fessurazioni, velature cromatiche e stesura a spruzzo di protettivo. Insieme alla Sovrintendenza, dopo varie campionature, si è scelto il colore della facciata che ricalcherà il colore rilevato negli archivi storici e avrà una tonalità più austera rispetto a quella attuale. Anche sulle pareti laterali si è scelta la colorazione della sagramatura, tipica intonacatura su mattoni».  Accurata la pulizia anche all’interno della chiesa, su volte, fondi, modanature ed apparati decorativi, con l’obiettivo di riportare in luce le superfici oggi ricoperte da sporco e residui. «Una volta terminate pulizia e tinteggiatura del soffitto, si è potuto smontare il ponteggio al centro dell’aula per riposizionarlo nella zona presbiteriale e absidiale. È qui che ad oggi si concentrano i lavori di consolidamento strutturale della chiesa. Inoltre si stanno ristrutturando gli altari». Per questo per evitare il rischio di danni irreparabili, in accordo con la Sovrintendenza, «la tela del San Sebastiano di Benedetto Gennari Junior, l’unica tela rimasta nella Chiesa dopo il terremoto, è stata spostata dalla parete dell’abside a un luogo più sicuro. Si procederà con la pittura della parte frontale, il restauro della pietra arenaria e lo spostamento dei lampadari al centro».

La Nuova Ferrara
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