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La chiesa di Bevilacqua riapre dopo il terremoto

BEVILACQUA. Sono ormai prossime ad essere concluse le opere di ripristino strutturale e di restauro della chiesa di San Giacomo di Bevilacqua. Dopo l’intervento complessivo sull’apparato strutturale e sull’ossatura portante della chiesa, e di restauro delle cornici e dei dipinti svolto da AhRCos restauro e consolidamento srl di Cento, la chiesa di Bevilacqua sta per tornare allo suo originale splendore. Dopo le ferite inferte dagli eventi sismici del maggio 2012, l’edificio di culto potrà ben presto essere restituito alla comunità. «L’attento studio dei colori delle facciate esterne e degli interni – spiega Alessandro Battaglia, titolare di AhRCos – hanno regalato una luminosità ed una profondità sconosciute all’apparato ecclesiastico. Gli intonaci a base cemento e le tinte a tempera hanno lasciato il posto a prodotti a base calce, facendo risaltare così l’apparato architettonico dell’opera e riportando in risalto quelle imperfezioni tipiche degli edifici storici». Importante e significativo, poi, il lavoro di restauro delle teche degli altari minori, della fonte battesimale, del dipinto murale all’interno del nartece e della sua cancellata, delle quattro statue iconografiche degli altari minori, dei lampadari in vetro della navata centrale. Senza dimenticare, poi, l’intervento sui quadri raffiguranti la via Crucis e sul dipinto di San Giacomo che trionfa sulla parete dell’abside. Opere di restauro, omaggiate dalla AhRCos in fase di offerta economicamente più vantaggiosa, le quali non solo riportano lustro agli interni della chiesa, ma trovano il culmine nel restauro e dell’organo e della sua cassa lignea: «L’organo di scuola bolognese tradizionale – riferisce Battaglia -, risale con tutta probabilità alla fine del diciannovesimo secolo ed è tuttora funzionante. Il suo restauro porterà il suono dello strumento all’antico splendore. Queste ultime opere si possono considerare come un tocco finale, per completare un’opera di per sé da ritenere perfetta e che speriamo tutti possano ben presto ammirare». I lavori, infatti, quasi certamente termineranno tra la fine del mese novembre ed i primi di dicembre, dopodiché per l’apertura si attende il collaudo formale documentale. E a quel punto la ‘palla’ passerà a don Silvio, per la data ufficiale della cerimonia di inaugurazione.

La Nuova Ferrara
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