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Tragedia di Natale a Casumaro, i due ragazzi tornano a Cona

Sono tornati nel Ferrarese Alice e Riccardo, di 14 e 16 anni, figli di Giovanna Rondinelli, l’infermiera 52enne rimasta uccisa nell’incendio di casa sua a Casumaro nelle prime ore di sabato dopo che un malfunzionamento degli addobbi del suo albero di Natale ha dapprima invaso la sua villetta di fumo per poi propagare le fiamme salite dal pian terreno a quello superiore, dove i tre stavano dormendo. I due ragazzi, salvi per miracolo dopo aver allertato il padre, un medico anche lui in forze all’ospedale di Cento presso l’unità di pronto soccorso, erano stati tirati fuori dalla casa in fiamme da un vicebrigadiere dei Carabinieri di Cento, Roberto Pini, che accorso sul posto ha usato una scala trovata nel giardino dell’abitazione per arrivare alla loro camera da letto e tirarli fuori dall’inferno nel quale avevano già perso i sensi. Alice e Riccardo quindi, dopo l’intervento del personale del 118, erano stati portati all’ospedale di Cona e da lì trasferiti in tutta fretta presso la camera iperbarica situata nell’ospedale di Ravenna. Dopo un ciclo di terapia tuttavia, e un miglioramento delle loro condizioni cliniche, in giornata sono stati riportati a Cona e al momento rimangono ricoverati nel reparto di pediatria del nosocomio ferrarese non più in pericolo di vita. La madre invece, caposala nel reparto di chirurgia dell’ospedale di Cento, non è riuscita a sopravvivere. I sanitari accorsi sul posto hanno provato tutte le manovre rianimatorie che potessero incentivare un miracolo che invece non c’è stato. Da subito invece erano apparse non gravi le condizioni del carabiniere, portato in via precauzionale all’ospedale guercino dopo l’azione eroica svolta sul momento e quindi senza l’ausilio di particolari dispositivi di protezione individuale. Una volta raggiunta la struttura gli è stata diagnosticata una lieve intossicazione da fumo senza complicazioni. Non è la prima volta che Pini si distingue in una situazione pericolosa che ha a che fare col fuoco: poco più di un anno fa, nell’ottobre del 2016, aveva infatti ricevuto un encomio insieme a un collega dalle mani del tenente colonnello Andrea Desideri per aver impedito nel febbraio 2015 — quando era ancora appuntato — un assalto di teppisti a un bus di tifosi di basket udinesi nel Centese, arrivando anche a spegnere un fumogeno che avrebbe potuto incendiare il mezzo.

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