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L’Unione dei Comuni è finita

CENTO. L’Unione dei Comuni dell’Alto Ferrarese è arrivata al capolinea. La decisione è arrivata ieri quando, tranne uno, i sindaci interessati hanno deciso di rinunciare all’Unione e continuare solo con le convenzioni (non più finanziate). La giunta dell’Unione dei Comuni dell’Alto Ferrarese si è riunita ieri nel municipio di Poggio Renatico. I sindaci c’erano tutti, a partire dal padrone di casa e presidente pro tempore dell’Unione, Daniele Garuti, per arrivare a Fabio Bergamini (Bondeno), passando per Roberto Lodi (Terre del Reno), Fabrizio Toselli (Cento), Barbara Paron (Vigarano Mainarda). Il tavolo era stato convocato per cercare di dare, dopo due anni di stallo, nuova linfa ed energia all’Unione anche perché, sul piano riorganizzativo territoriale, la Regione Emilia Romagna aveva investito, per il triennio 2018-2020, 9.273.411 di euro a favore del sistema regionale delle Unioni. Nell’incontro è però emerso in modo chiaro la scarsa convinzione di continuare sul percorso dell’Unione. Le motivazioni emerse sono state tante. Bondeno ha chiaramente affermato di non credere più in questa forma di partecipazione, Terre del Reno ha espresso le sue difficoltà nell’affrontare questo percorso in quanto preso dalla fusione che ha dato vita al nuovo comune. Cento invece si è concentrato sull’aspetto economico. La motivazione di quasi tutti è stata che è difficile affrontare l’argomento dell’Unione dei Comuni perché il personale, che ne sarebbe coinvolto, non è molto convinto dell’operazione.

L’unico sindaco che ha ribadito di non voler abbandonare l’Unione è quello vigaranese, Barbara Paron, che pur comprendendo le motivazioni e le preoccupazioni dei colleghi non condivide l’idea di affossare l’Unione; anche se l’impegno risulta gravoso, ha affermato, non bisogna arrendersi. In linea con il suo pensiero, il sindaco vigaranese si è già mosso ed avrà un incontro con l’assessore Emma Petitti, che ha la delega per il riordino istituzionale, per cercare un salvagente e non far naufragare l’Unione dei Comuni dell’Alto Ferrarese. L’Unione dell’alto ferrarese aveva già costituito, oltre alla Giunta, il proprio consiglio che però non è mai stato convocato. Segnale evidente che le difficoltà ci sono state fin da subito.

I campanili, le convenzioni e le difficoltà di motivare e organizzare il personale coinvolto nel nuovo assetto, sono subito apparsi ostacoli duri da superare. Viste le scarse risorse attuali per i comuni diventa difficile mantenere, in futuro, la stessa qualità dei servizi se non arrivano contributi, dalla Regione, sotto forma di progetti nell’ambito di un’Unione tra comuni.

La Nuova Ferrara
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